Come avviare un’attività di corsi di formazione a distanza

Aprire un’attività di corsi di formazione a distanza, necessita di determinati titoli di studio e di specifiche capacità. Organizzare dei corsi di formazione ad alto livello richiede un’elevata preparazione e, di conseguenza, il titolare di una scuola dovrà essere all’altezza del suo ruolo. Può decidere se svolgere da solo l’attività oppure, se ha intenzione di istituire più corsi in diversi ambiti professionali, avvalendo della presenza di altri professionisti.

 

Aprire un’attività di formazione

Nel caso in cui si vogliano offrire anche corsi in loco il primo passo da fare sarà avere a disposizione una struttura che disponga di aule attrezzate con banchi, sedie, cattedre, lavagne e tutto il necessario per tenere delle lezioni. Successivamente, bisognerà scegliere gli argomenti dei vari corsi e fornirsi di tutto il materiale didattico necessario. Quindi sarà necessario un programma dettagliato in cui stabilire durata dei corsi, prezzi e argomenti trattati.

 

Burocrazia

L’apertura di un’attività di corsi di formazione a distanza e non, inizialmente, non prevede l’apertura di una partita IVA né l’iscrizione alla Camera di Commercio. Infatti, basterà che agli allievi vengano rilasciate le ricevute dei relativi importi pagati. Tutto il reddito prodotto dalla scuola sarà comunque sottoposto a ritenute fiscali. Successivamente, se il fatturato complessivo della scuola aumenterà oltre i 30 mila euro sarà necessario procedere all’apertura della partita IVA.

 

Utilità dei corsi di formazione

In tutta Italia, specialmente negli ultimi anni, stanno nascendo sempre più corsi di formazione che si espandono ormai a macchia d’olio. Esistono corsi specifici per ogni disciplina, sia teorici che pratici. Oltre ai corsi di formazione classici, da seguire in aule con docenti e cattedre, si sta imponendo sempre di più una tipologia di  corsi di formaone a distanza interattivi e innovativi, che danno la possibilità anche a chi non ha molto tempo a disposizione, di poterli seguire semplicemente da casa grazie ad un computer. Si tratta delle piattaforme e-learning, caratterizzate da lezioni digitalizzate, in cui gli allievi vengono seguiti ed indirizzati da tutor virtuali.

 

Come funziona una punzonatrice

La punzonatura è il procedimento che serve ad imprimere un segno, mediante la pressione di uno strumento detto punzone. Si tratta insomma di un processo di lavorazione concettualmente molto semplice ma che oggi richiede l’utilizzo automatizzato di macchinari specifici, chiamati appunto “punzonatrici”. La punzonatura delle lamiere metalliche (in genere in acciaio o in alluminio) oggi non può prescindere dalla conoscenza specifica nell’utilizzo di queste macchine, come spiegato da Gpb snc. La punzonatrice permette di lavorare, in modo pratico, fogli di lamiera di diverso spessore e viene utilizzata frequentemente in meccanica per il taglio dei metalli, tramite uno stampo ed un punzone che riproducono la forma del foro da ottenere.

 

Come funziona una punzonatrice

La lamiera viene appoggiata sullo stampo inferiore e la pressione verticale del punzone superiore provoca la recisione della lamiera. Il foglio di lamiera, quando viene posizionato sulla macchina, è fermato da un braccio porta-pinze, che oltre a garantire il bloccaggio della lamiera la muove sotto gli stampi per ottenere le forme desiderate. Il processo della macchina punzonatrice consiste nel movimento verticale del punzone superiore verso lo stampo inferiore, questo rappresenta il modo ideale per ottenere sagome precise ed economiche senza sbavature o deformazione. Attraverso l’ausilio di una punzonatrice è possibile eseguire:

 

  • Roditura;
  • Incisione;
  • Scrittura;
  • Marcatura;
  • Estrusione;
  • Filettatura;
  • Formatura di alette di ventilazione;
  • Lavorazioni di griglie con la possibilità di creare diverse forature in un colpo solo.

 

La lavorazione di taglio delle lamiere viene eseguita senza provocare nessuna deformazione termica o chimica del pezzo poiché l’intera lavorazione avviene a freddo. Durante il nesting delle sagome da lavorare bisogna fare in modo che lo stampo dedicato alla realizzazione di un profilo non sormonti un’altra sagoma nella stessa lamiera: è per questo motivo che non si utilizza più la programmazione a bordo macchina, ma uno speciale programma che dal disegno in dxf lo converte in cnc.

Il fabbro risponde: come scegliere una serratura sicura?

Se si vuole garantire una buona sicurezza alla propria abitazione e dei propri cari che vi abitano, è importante scegliere e installare una buona serratura. In questi termini, non è utile risparmiare installando una serratura poco sicura perché il rischio di effrazione, danneggiamenti e furti è molto alto. Quindi si otterrebbe un vero risparmio nell’installare una solida serratura piuttosto che riparare i danni dopo un furto (per non pensare al danno morale e affettivo che queste situazioni comportano).

Se avete appena acquistato una casa, se state provvedendo alla ristrutturazione della vostra abitazione, se avete subito un furto o se volete evitare che questo succeda, è necessario adottare una serratura sicura che non crei problemi in futuro.

Sarà dunque il fabbro serraturista, esperto in serrature, a indicare la soluzione più adatta alle proprie esigenze mettendo in primo piano l’importanza della sicurezza della propria abitazione. Ecco quali sono, secondo il parere di fabbro esperto come Azienda Multiservice – fabbro milano, le serrature diventate ormai obsolete e poco sicure (e quindi da sostituire appena possibile):

  • chiave seghettata tradizionale (la meno sicura in assoluto).
  • chiave a doppia mappa standard (prima versione delle chiavi per porte blindate).
  • chiave punzonata (evoluzione della chiave a doppia mappa ma non sufficientemente sicura).

 

Quali sono le serrature più sicure da adottare

  • Cilindro europeo di sicurezza con tecnologia anti-bumping: è l’evoluzione del cilindro di sicurezza; utilizza chiavi con fresatura millimetrica e di elevata precisione meccanica. Garantisce sicurezza contro i tentativi di blumping, ovvero un metodo con cui viene forzata una serratura a cilindro usando un’apposita chiave ad urto.
  • Serratura digitale biometrica: utilizza cioè dati corporei non riproducibili come chiavi per il meccanismo di apertura, ad esempio mediante uno scanner ottico o termico in grado di leggere le impronte digitali. Si tratta quindi di un sistema molto sicuro e, inoltre, non avendo chiavi, rende vani i tentativi di duplicazione autorizzati e non.