Chirurgia refrattiva Relex Smile: una panoramica dei vantaggi

La chirurgia refrattiva rappresenta ancora un terreno di frontiera nell’ Oftalmologia. E’ sempre più elevato il numero di persone che si sottopone ad interventi con il laser per ottenere l’indipendenza dagli occhiali. Adesso ci sono nuove frontiere nell’ambito della chirurgia refrattiva grazie all’introduzione della tecnica Relex Smile (Small Incision Lenticule Extraction) di Sandro Soldati. Per questa tecnica si utilizza un solo laser, anch’esso a femtosecondi, che però agisce in modo completamente differente rispetto alle due tecniche sopra illustrate.

Nella Relex Smile infatti il laser crea una sorta di lentina di tessuto all’interno della cornea del paziente. Questa lentina, il cui spessore e diametro devono essere calcolati e personalizzati per ogni singolo occhio, viene quindi estratta ridando alla cornea una nuova geometria e correggendo il difetto refrattivo “dall’interno”. Non vi è più dunque ablazione di tessuto e si utilizza un solo laser per la creazione della tasca e del lenticolo che viene poi estratto chirurgicamente.

Con La tecnica Relex Smile l’epitelio corneale non viene rimosso. Il laser realizza la separazione di un sottile strato (lenticolo) di tessuto corneale, situato al di sotto della superficie della cornea, di diametro, forma e spessore adatti a correggere il difetto di rifrazione. Lo stesso laser realizza inoltre una piccola incisione arciforme verticale di circa 3 millimetri attraverso la quale il lenticolo rifratto precedentemente creato viene rimosso.

Uno dei vantaggi più importanti, di una procedura sicura ed efficace

Con tale metodica quindi si opera una correzione al di sotto della superficie corneale (epitelio) che non viene alterata e non si crea un flap corneale vero e proprio. Un ulteriore ed importantissimo vantaggio della tecnica Relex Smile è rappresentato dal fatto che evitando il taglio intrastromale del flap, la stabilità biomeccanica della cornea viene ad essere conservata evitando i rischi di ectasia e sfiancamento del tessuto, mantenendo la quasi totalità della cornea praticamente indenne. Questa procedura, sicura ed efficace, permette di non praticare sul paziente il flap corneale, come nel LASIK, o l’ablazione superficiale come nella PRK.

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