Quali sono le tecnologie che rendono competitivi nel settore industriale?

Essere competitivi nel settore industriale, al giorno d’oggi, impone di restare al passo con le tecnologie più recenti. Il riferimento è, in particolare, a quelle che servono per l’automazione dei processi. Aziende come Repcom, che opera nel settore dei componenti elettronici per l’industria da più di quarant’anni (affermandosi nell’attività di rappresentanza di importanti produttori internazionali), sono un esempio concreto da questo punto di vista, ma ovviamente l’assortimento di soluzioni e realtà innovative è molto ampio, a seconda degli ambiti industriali. Siamo ormai entrati a far parte dell’era dell’Industria 4.0, che per gli esperti corrisponde alla quarta rivoluzione industriale: quella in atto è una vera e propria trasformazione che si basa soprattutto sulla raccolta dei dati e sull’utilizzo delle informazioni.

Le cosiddette tecnologie abilitanti sono quelle coinvolte in questa rivoluzione, che con tutta probabilità sarà caratterizzata da tempi di completamento lunghi. Le biotecnologie, le nanotecnologie e l’intelligenza artificiale sono tutte ramificazioni di un contesto di sviluppo che è in costante evoluzione. Il futuro sarà contrassegnato dalla diversificazione, ma già nel presente si possono notare cambiamenti evidenti rispetto al passato: si pensi, per esempio, alle misurazioni precise, ad esempio, di liquido presente all’interno di un contenitore, e oggi più che mai pretende un margine di errore pressoché a zero, soprattutto per evitare sprechi; come ci consiglia Repcom, con i loro innovativi sensori di livello, è ora possibile determinare la posizione della superficie di separazione tra due fluidi sottoposti all’azione della forza di gravità, in maniera precisa ed impeccabile, ottimizzando e rendendo più veloce tutto il ciclo lavorativo;

Abbiamo poi tecnologie futuristiche come il computer quantistico, che pur essendo ancora in fase di studio ha già rivelato potenzialità notevoli, soprattutto per la sicurezza della trasmissione dei dati e la crittografia.

Dalla cyber security si passa, poi, al computer biologico, dove le memorie si abbinano alle porte logiche e ai biosensori: la biologia sintetica apre le porte verso universi ancora da esplorare, e una delle applicazioni possibili è quella del controllo dei processi di biotecnologia. Quello che è certo è che la core technology per la competitività non può che essere individuata nell’intelligenza artificiale, la cui forma moderna si articola in una rete di neuroni artificiali. Nelle diverse applicazioni le tecnologie sono destinate a diversificarsi, senza che ciò comporti un taglio netto con le tecnologie precedenti. La qualità dell’istruzione tecnica è molto importante, dal momento che l’opera dei tecnici ha lo stesso valore delle attività di ricerca e sviluppo.

I distretti industriali accompagnano un notevole sviluppo economico, ma vale la pena di prendere in considerazione anche le tecnologie specifiche per le operazioni. La realtà aumentata ne è un esempio, ma si potrebbero menzionare anche l’additive manufacturing o la robotica collaborativa. A ben vedere, già da qualche anno si fa affidamento sulla robotica nel settore della manifattura: ciò che cambia oggi è la maggiore sicurezza nella relazione con gli esseri umani, che si traduce in un’autonomia superiore. Volendo definire la realtà aumentata, invece, la si potrebbe identificare come una tecnologia per gli operatori attraverso la quale vengono incrementate le occasioni di comunicazione tra le macchine e gli umani. Un particolare tipo di tecnologia operativa è, invece, l’additive manufacturing: particolare perché non agisce col tradizionale metodo di asportazione di materiale dal pieno.

Le tecnologie del digital manufacturing, invece, sono tecnologie di collegamento e di coordinazione delle operazioni. Un ruolo da non trascurare è anche quello svolto dalle startup, il cui sviluppo a livello mediatico incontra sempre un notevole interesse. Esse devono essere annoverate tra gli attori di nuovi modelli di business più importanti, ma anche protagonisti di innovazioni tecnologiche. Esse possono mettere a disposizione innovazioni nel settore delle tecnologie abilitanti, sempre rimanendo nell’alveo dell’ecosistema dell’offerta tecnologica del momento, per esempio organizzandosi come piattaforme. In alternativa, si può prevedere anche la collaborazione con grandi piattaforme, in un’ottica di peer production.

In altri casi le startup possono fungere da aziende produttrici o da aziende di servizi rinunciando ai modelli tipici delle piccole e medie imprese tradizionali. L’Internet of Things è un esempio dello sviluppo di nuovi prodotti che può essere collegato con le startup, sia che esse siano destinate a diventare aziende stabili, sia che la loro fine sia quella di un’acquisizione da parte di un’altra realtà.

Le piccole e medie imprese, a loro volta, sono chiamate ad adattarsi ai cambiamenti imposti all’industria 4.0, anche se un ostacolo da questo punto di vista può provenire dai ridotti budget che si hanno a disposizione e, quindi, dalle risorse limitate che possono essere investite. Le diverse tecnologie abilitanti, a loro volta, si caratterizzano e si distinguono per costi differenti, ed è questa una delle ragioni per le quali si può incappare in un’implementazione non ottimale. Ci sono tecnologie abilitanti che organizzano la produzione, mentre altre connettono le operazioni e altre ancora sono coinvolte in questa o quella operazione.

Aziende come Repcom, invece, che sanno incarnare e cogliere questo cambiamento digitale, possono essere un esempio di soluzione al passo con i tempi, nel rispetto della qualità e degli obiettivi del singolo cliente.

Restano poi le soluzioni che richiedono ingenti investimenti come, ad esempio il digital twin e il digital manufacturing, non così semplici da introdurre, proprio a causa dei costi che comportano, ma spese notevoli sono anche quelle richieste da un eventuale radicale rinnovo dei prodotti basato sullInternet of Things. Si tratta di limiti che non è così agevole oltrepassare, perché la diretta conseguenza è quella di un utilizzo non adeguato o non sufficiente dei big data e di altre tecnologie, tra cui il cloud computing. Insomma, non si può escludere – allo stato attuale – la possibilità che le PMI debbano fare i conti con svantaggi competitivi nei confronti delle aziende di dimensioni maggiori. Ma non tutto è perduto, questo basta rimanere aggiornati e cavalcare l’Industria 4.0 per trovare le soluzioni migliori per ogni esigenza, riducendo tempi e costi. Le possibilità sono pressoché infinite.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *